Sui muri di Battipaglia è stato affisso in questi giorni un manifesto di saluto all'ex segretario comunale Santomauro a firma "gli amici del Comune". Ne riportiamo in seguito il testo integrale.
Caro dottore Santomauro
consentici caro amico Giovanni
Questo nostro scritto, di certo, non potrà lenire la Tua profonda amarezza, ma serve più a noi per dar sfogo al nostro rammarico.
L'accadimento di certi episodi stimolano l'animo a nutrire sentimenti forti e spesso anche individualmente contrastanti tra loro.
Alla notizia del Tuo allontanamento, si è potuto notare, infatti, la tristezza evidente e sincera sul volto di alcuni dipendenti, il sorriso e la gioia malcelata sul volto di altri, la distaccata impassibilità sul volto di altri ancora.Questi diversi atteggiamenti, sono, di certo, anche il frutto della scelta da te operata fin dal primo giorno di insediamento al Comune: essere uno di noi e non il capo al di sopra di tutti, cui portare rispetto e nutrire quel timore reverenziale dovuto alla massima figura dirigenziale di una struttura. Evidentemente hai fatto questa scelta nel convincimento che alla famiglia comunale appartenessero individui tutti dotati di onestà intellettuale, capaci, cioè, di portare stima e rispetto non in funzione dei privilegi ottenuti ma unicamente per il dovere morale di sentirsi anche affettivamente legati a chi trasmette quotidianamente preziosi insegnamenti finalizzati ad una migliore professionalità del pubblico dipendente.
Vigliacchi coloro, poi, che pur se da Te guardati in tante occasioni con occhio benevole dimenticano tutto, fanno proprio il detto "morto un Papa se ne fa un altro" e superano anche San Pietro nel rinnegare al primo canto del gallo il proprio maestro.
Non te ne crucciare! É questo mondo di arrivisti che va così! Sappi, invece, che tanti di noi non solo sentono sinceramente la Tua mancanza, ma soprattutto hanno perso un punto costante di riferimento e, molto di più, un amico.
Credici, ad una prima irrazionale reazione di incrociare le braccia è subentrato subito il ricordo del Tuo primo insegnamento: far scrupolosamente il proprio dovere al servizio non degli amministratori di turno, ma dei cittadini che non hanno colpa alcuna delle beghe, delle vendette e delle faide all'interno dell'Ente che troppo spesso condizionano fortemente lo sviluppo socio-economico della nostra Città.
Con sinceri sentimenti di affetto
gli amici del Comune
Battipaglia, 27/09/07



1 commenti:
rticolare urbanisticamente, per intenderci) e solo dopo (non alle otto di mattina) sedersi in comune e con gli appunti in mano programmare e decidere interventi per "il bene della comunità".