Da ilMattino di oggi
RITA TRAPANESE Allarme amianto nel quartiere Belvedere. Ma anche rifiuti e degrado diffuso. Ieri mattina sopralluogo di tecnici e vigili urbani nell'area a ridosso di via Belvedere in prossimità di via Magellano per verificare lo stato delle coperture in eternit di numerosi capannoni presenti nella zona. La "ricognizione" è stata sollecitata da una interrogazione dei consiglieri comunali Piero Lascaleia e Salvatore Anzalone a cui erano arrivate molte segnalazioni dagli abitanti del popoloso quartiere.
La preoccupazione dei residenti era relativa all'eventuale sfaldamento delle coperture in amianto visto che la sostanza diventa pericolosa quando presenta delle lacerazioni. «I cittadini hanno il diritto di sapere se sono stati portati avanti tutti gli atti idonei a salvaguardare la salute - spiega il consigliere Lascaleia - È auspicabile poi che l'amministrazione proceda ad un censimento di tutti gli edifici esistenti sul territorio comunale a rischio amianto». Per il momento è stata effettuata una verifica su tutte le strutture pubbliche in seguito alla quale sono risultati a rischio un edificio di via Giusti e i capannoni dell'ex tabacchificio Ati di via Rosa Jemma. A presiedere ai controlli degli addetti ai lavori ieri mattina vi era anche l'assessore all'Ambiente, Antonio Amatucci. Carte alla mano, i tecnici e i vigili urbani hanno effettuato una prima verifica dei manufatti, alcuni dei quali sono attualmente dismessi. In passato l'amministrazione comunale aveva già emesso un'ordinanza per la messa in sicurezza di diversi capannoni a cui i titolari delle strutture avevano risposto con una perizia tecnica che certificava il buon stato di conservazione delle coperture e quindi la mancanza di pericolo per l'incolumità pubblica. Ieri mattina comunque, nel corso del sopralluogo, è stata scattata una serie di fotografie che, insieme all'ordinanza e alla perizia, verranno ora inviate all'Arpac, l'agenzia regionale che controlla l'ambiente, alla quale il comune chiederà di procedere ad una ulteriore verifica. «Nei pressi dei capannoni funziona anche un asilo nido - dicono i residenti - Vogliamo che sia l'agenzia a controllare lo stato di usura dell'eternit e a certificare che non vi è nessun problema a vivere a ridosso di queste strutture. Il problema è stato segnalato anche alle amministrazioni precedenti senza però che niente si sia smosso». Sono decine le famiglie che abitano nella zona che insiste su queste vecchie strutture. "Un panorama non certo esaltante. Dai nostri balconi lo sguardo spazia tra tetti in eternit, opifici abbandonati, sversatoi, con all'orizzonte l'area dove doveva entrare in funzione un depuratore che non ha mai iniziato la sua attività. Uno squallore ed un degrado infinito» l'amara conclusione degli abitanti della zona. Comunque, al di là dell'eventuale pericolosità dell'amianto, ieri mattina non sono mancate le sorprese. Uno di questi manufatti infatti è stato trasformato nel tempo in una discarica a cielo aperto. All'interno sono stati rinvenuti vecchi divani, poltrone, materassi e materiale di risulta.



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