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Barlotti: «No al mercato politico»
Pubblicato da
Legba
RITA TRAPANESE. No alla «perversa logica dello scambio», no alle «richieste per garantire la maggioranza». Non ci sta Gennaro Barlotti e attacca ad "alzo zero" la sua stessa coalizione. Rincarando la dose in un manifesto. «Ai consiglieri chiedo lealtà e trasparenza. Non è pensabile che la sera tramino contro di me e la mattina vengano nel mio ufficio ad abbracciarmi e sostenermi. Se vogliono sfiduciarmi e raccogliere le sedici firme necessarie, lo facciano subito in modo da andare a votare in primavera. Certo non possiamo tenere ferma la città». L'appello del sindaco è per alcuni componenti della maggioranza che vorrebbero "tenerlo sotto scacco". Il riferimento è a quanto sta succedendo nella coalizione che "dovrebbe" appoggiarlo. L'ipotesi di "aprire" allo schieramento di Zara ha infatti ulteriormente spaccato la maggioranza parte della quale si è detta pronta a tirarsi fuori e ad assicurare solo un appoggio esterno al primo cittadino.
«Ho notizia di un componente del mio stesso partito che durante la seduta di una commissione consiliare ha dichiarato che sarebbe meglio che io vada a casa - commenta Barlotti - Lo invito a comportarsi di conseguenza assumendosi le proprie responsabilità e sottoscrivendo la sfiducia nei miei confronti. Ho bisogno per governare di una maggioranza stabile non posso amministrare con chi è pronto a pugnalarmi alle spalle». Un concetto ribadito a forti toni anche in un manifesto che in queste ore verrà affisso sui muri della città e nel quale Barlotti prova a spiegare la situazione politica che si è creata dopo la sua elezione a sindaco che però non poteva contare in aula su diciotto voti favorevoli, visto che la maggioranza era stata assegnata al primo turno alla coalizione di Fernando Zara. «Sono un sindaco di minoranza e in questa ottica mi sono sempre mosso, tenendo ben presente che la maggioranza dei consiglieri appartenevano a coalizioni differenti dalla mia; tuttavia non ci sono ragioni sufficienti per tollerare che il consiglio comunale continui a vivere sotto lo schiaffo di qualcuno, secondo una logica perversa dello scambio. È necessario stabilire un principio etico nella politica: chi si candida a fare il consigliere comunale deve avere a cuore il destino della propria città e non il proprio o quello dei suoi amici», scrive il primo cittadino. E nel manifesto chiarisce: «Sappiate che i problemi di oggi non fanno riferimento a nessuna argomentazione di tipo politico, sono problemi di rappresentatività, di pesi e contrappesi, di bilanci e bilancini. Ebbene, io faccio il sindaco e voglio continuare a farlo, non distribuisco incarichi e prebende a chi ha la pretesa di tenermi sotto scacco. Alcuni consiglieri chiedono cose per garantire la loro presenza in consiglio, per garantirmi una maggioranza ma non hanno compreso che il sottoscritto ha lavorato e lavora tutti i santi giorni nell'esclusivo interesse della città e non per altro». Poi il passaggio finale: «Non intendo soggiacere alle richieste di chicchessia, tantomeno voglio anteporre l'interesse dei Partiti, di qualsiasi partito, a quello di Battipaglia». Forza Italia, Udc, Dc, Pri e la stessa Alleanza Nazionale, suo partito di appartenenza, sono avvisati. Intanto il gruppo consiliare del Partito Democratico ha iniziato la raccolta delle dodici firme necessarie per convocare una civica assemblea e discutere della mozione di sfiducia nel confronti di Barlotti.
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