Dopo l'intervento del sindaco, c'è stata la lettura di un documento che annunciava la costituzione del gruppo del Pdl e il suo posizionamento all'opposizione. E' toccato poi al capogruppo di Fi, Alfredo Liguori, aprire il fuoco di fila contro il sindaco Barlotti ("Ha tradito gli elettori") seguito dal collega di An, Gerardo Motta: «Barlotti oggi critica i metodi che sono stati applicati a suo favore per la candidatura a sindaco. Allora gli andavano bene, adesso no». Sul fronte del centrosinistra, è stato Gaetano Barbato a ricordare che "Barlotti è un sindaco di minoranza" e a sottolineare che "il Pd valuterà da tutti i punti di vista l'apertura al dialogo del primo cittadino". Sempre per il Pd, Salvatore Anzalone, ha preannunciato una assemblea degli iscritti al partito per discutere della proposta di entrare in maggioranza: «Nessun accordo di palazzo. Vogliamo ragionare su proposte che facciamo da un anno a questa amministrazione e da dieci anni alle vecchie amministrazioni».
Non delude le aspettative dunque l'assemblea di ieri sera. Le premesse per una seduta burrascosa c'erano tutte: centrodestra frantumato, dichiarazione di indipendenza del sindaco, mancanza di "numeri" per governare, coalizione iniziale di appoggio a Barlotti mutata nel tempo, ingresso in maggioranza di un gruppo eletto nello schieramento di Zara, Popolo della Libertà passato all'opposizione con una forte contrapposizione tra il capogruppo di An, Gerardo Motta, e Gennaro Barlotti sfociata anche sul piano personale, accuse reciproche di essere causa di immobilismo amministrativo. Una miscela esplosiva che aveva già creato momenti di tensione a palazzo di città e roventi polemiche nelle precedenti sedute del civico consesso. Per verificare se si era arrivati ad una svolta, c'era perciò molta attesa per il contenuto del documento letto poi in aula dal sindaco. L'apertura al Pd ha dunque riaperto i giochi.




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