Ecco il discorso con cui Giovanni Santomauro ha accettato la sua candidatura a Sindaco, durante la conferenza stampa di venersi scorso presso presso la Sala Giunta del Comune di Battipaglia .
Oggi,30.01.09, nel Palazzo di Città, davanti a tutti voi che mi onorate della vostra presenza, confermo il mio impegno di accettare la candidatura alla carica di Sindaco del comune di Battipaglia.
Un grazie di cuore al P.D. e a tutti gli organismi del partito: all’Assemblea tutta (anche ai dissidenti, il mio primo obiettivo è quello di conquistarne il consenso), un grazie al Comitato Direttivo, un grazie al preside Pace, un grazie a tutti i parlamentari nazionali e regionali,un grazie al Presidente Villani e alla sua Amministrazione, per aver indicato la mia persona per la guida del progetto di rinnovamento e di rilancio della città di Battipaglia, i cui punti programmatici saranno stamattina illustrati.
Quella fu la giornata della rabbia, dell’amarezza, della delusione, oggi, invece, vivo un momento del tutto diverso, oggi è la giornata del coraggio, della determinazione,della voglia di misurarsi e mettersi in gioco.
Oggi è la giornata della speranza di costruire e realizzare( spero insieme a tanti uomini e donne di buona volontà ) un progetto finalizzato a conseguire tre obiettivi fondamentali:
1) Recupero dell’identità Battipagliese e del senso di appartenenza;
2) Risanamento dell’Ente;
3) Crescita e sviluppo.
Battipaglia è la città in cui ho vissuto da quando avevo 5 anni: mi sento cittadino Battipagliese con un forte senso di appartenenza a questa città. Qui ho le mie radici, qui ho coltivato le mie speranze, i miei sogni, prima come promessa del calcio campano e poi come professionista.
Qui ho consolidato il mio status di professionista sempre e comunque al servizio delle istituzioni, al di là delle persone che hanno rappresentato le Istituzione stesse; qui ho maturato la passione per la libertà e per il valore del bene comune.
Non ho avuto l’occasione di farlo prima, ma in questa sede, senza alcuna retorica, sento il dovere di ringraziare tutti coloro che mi hanno collaborato: chi mi è stato di supporto e di esempio ed ha creduto e crede come me, nel valore imprescindibile della “persona”: il valore di un uomo non si misura in base al patrimonio materiale di cui dispone, bensì si misura in relazione alla sua storia, ai suoi valori, , ai suoi ideali ed alle cose realizzate.
Battipaglia appare agli occhi di tutti una potenziale grande realtà in decadenza e priva della cultura della prospettiva, una città che versa in uno stato comatoso sotto il profilo economico-produttivo-infrastrutturale-occupazionale e della qualità della vita.
Eppure sul territorio non mancano importanti eccellenze, realtà all’avanguardia in diversi settori dell’economia.
Ciò che manca, invece, è quello che io voglio offrire: una buona amministrazione, un buon governo che agevoli e faccia da moltiplicatore di tali risorse, costruendo un contesto favorevole ed un orizzonte di crescita e sviluppo per l’intera comunità.
Sono consapevole di quello che non voglio, sono ancora più consapevole di quello che voglio: una
città libera, democratica, solidale e produttiva.
La città cammina da sola, senza certezze, senza punti di riferimento: sta precipitando sempre più in basso, non perde abitanti, ma il trend della popolazione preoccupa; i giovani fuggono perché non reggono alla tensione di continue mortificanti attese senza sbocco.
Io credo nel cambiamento, credo che sia ancora possibile portare la società civile ad essere protagonista della vita politica affiancando i partiti, a patto che si parta da progetti seri, dalle cose da fare e non da vaghi e futuribili progetti, come ormai siamo abituati da troppo tempo.
L’era del libro dei sogni è finita.
Battipaglia oggi ha bisogno di speranze e promesse credibili, ha bisogno di un governo che l’aiuti a trovare se stessa, creando le condizioni per quella crescita da troppo tempo attesa. Un clima sereno, collaborativo e civile fondato sul rispetto della persona, resta una condizione necessaria.
Gli imprenditori – i lavoratori- le donne- i giovani dovranno essere i veri attori, i protagonisti del processo di rinnovamento.
Imprenditori
Per gli imprenditori la stagione dell’avere è finita, deve iniziare quella del dare,e la nuova amministrazione saprà ben coniugare le opposte esigenze: la massimalizzazione dei profitti da una parte, l’interesse pubblico ed il miglioramento della qualità della vita dei Battipagliesi dall’altra.
Le migliori forze imprenditoriali attive sul territorio devono fare squadra mettendo da parte divisioni e rancori. La parola d’ordine dev’essere quella di “fare sistema”.
I problemi di questa città sono noti a tutti. Non è più possibile assistere passivamente al degrado territoriale continuando a mortificarne le potenzialità immense. Occorre un progetto che riunisca non 10, ma 100 o 200 imprenditori.
Occorre che gli imprenditori che vogliono investire sul territorio abbiano un approccio contributivo, non speculativo. Devono credere nel loro Piano Industriale, sia nei contenuti che negli effetti e non avere l’interesse di fare l’affare, prendendosi qualche finanziamento a fondo perduto per poi scappare via.
Una grande crisi, come quella che stiamo vivendo, è un momento ideale per un passo avanti, abbandonare la cultura della catastrofe e dell’Apocalisse, ed avviare un processo di crescita e sviluppo. La crisi è una realtà produttiva, sostiene qualche economista. Una opportunità più unica che rara: è importante sapersi coordinare bene con i diversi livelli di governo per promuovere e realizzare i necessari interventi strutturali e creare nuovi posti di lavoro.
Un piano strategico produttivo credo che sia una priorità assoluta da fronteggiare attraverso la rimozione di tutti i fattori di criticità che hanno compromesso lo sviluppo del territorio.
Bisogna fare di Battipaglia una città delle “imprese” per favorire lo sviluppo del sistema produttivo locale e valorizzare la cultura imprenditoriale quale fattore di crescita economica e sociale, affinchè la città diventi nodo di reti locali, nazionali ed internazionali
Giovani
La questione giovanile è un’emergenza nazionale. Non c’è futuro perché non c’è presente.
La priorità non è quella di costruire il futuro, ma costruire un presente sostenibile ( nel senso di fronteggiare e risolvere le emergenze che viviamo oggi senza compromettere le condizioni future)
Il presente che ci circonda è un presente fatto di macerie.
Per la prima volta dal dopoguerra possiamo dire che i figli hanno prospettive economiche e sociali peggiori dei padri: l’affermazione è devastante sia sotto il profilo sociale che psicologico, basta guardare quello che sta succedendo nella scuola e nelle università.
Oggi non si contesta più la mentalità dei padri ed il loro sistema di valori; non si contrastano più i costumi, le mentalità e le idee politiche, non l’ipocrisia sessuale o il conformismo religioso, non la cravatta o i capelli corti, che noi stessi padri non rappresentiamo più da tempo.
Oggi quello che si contesta è la rigidità della situazione economica contro la quale si spegne il desiderio di futuro dei giovani; è l’idea che il superamento o la vittoria sui padri resta un’impresa disperata ;è che lo stato di dipendenza psicologica e materiale dalla propria famiglia, al di là dei rapporti interpersonali amicali o finti tali, possa trascinarsi fino ed oltre i quarant’anni; il dramma per questi giovani sta nella consapevolezza e nella fama di essere “figli a vita”.
Perché alla domanda: “Chi sono io?”, ciascuno di noi fino ad oggi, ha risposto indicando il proprio lavoro o la propria posizione sociale, sapendo che non bastava, ma già era qualcosa. Questo qualcosa non appartiene ai nostri giovani che restano parcheggiati nelle Università, restano precari nel mondo del lavoro, senza un’identità.
Il nemico dei giovani oggi non è solo il governo delle Istituzioni, il loro vero nemico è il mancato investimento di un’intera società (famiglia- scuola- istituzioni) nei suoi figli.
Dobbiamo amaramente e con sofferenza prendere coscienza di questa realtà.
Bisogna, quindi, invertire la rotta. Bisogna assegnare ai giovani un futuro aperto, far amare le utopie, i sogni e pensare che sia possibile afferrarli e realizzarli.
L’obiettivo è quello di raggiungere l’isola che non c’è, cercando di costruire e definire la propria identità tracciando i confini netti tra se stessi e gli altri.
I giovani contro i padri e padroni, non debbono essere più sudditi di qualcuno, debbono essere cittadini effettivi rivendicando tutti i diritti che la nostra Carta Costituzionale riconosce all’individuo. Soprattutto quello della partecipazione alla vita politica e amministrativa della propria città.
Il futuro non appare più come una promessa, ma come una minaccia, questo è vero, ma il futuro non è solo il tempo che viene e sopraggiunge, il futuro è, soprattutto, il tempo che si costruisce.
Invito le forze politiche moderate, liberali, progressiste e riformiste, invito la società civile ad aderire a questo progetto per costruire insieme un solido PONTE verso il futuro per i nostri figli, per i nostri nipoti e per le future generazioni.
Il progetto è vincente. IO CI CREDO ! Credeteci anche voi…



5 commenti:
E'la competenza a garantire i risultati...sono fiducioso che le vostre parole diventino fatti.
Egregio signor santomauro non sapevo come farglielo sapere e qualcuno mi sta scrivendo per me IO UOMO DI DESTRA VOTO SANTOMAURO PERCHE' NON SAPREI VOTARE DI NUOVO PDL CON L?INGRESSO DI QUEL...MASTELLA e come me saremo secondo me parecchi CHE VERGOGNA MA TIENE PROPRIO LA FACCIA COME ...E ANCHE CHI L'ACCOGLIE DOVEVA RIMANERE FUORI DA TUTTO QUEL MASCALZONE
e mastella nel centro destra questo è un autogol per il PD non sa proprio dove collocarsi e dove poteva andare dopo tutti i passaggi che ha fatto ...Avanti il prossimo.Ne vedremo delle belle a battipaglia anche se non tutti lo seguiranno perchè sanno che è andato a destra perchè qualcosa almeno lui o la moglie lo avranno e chi lo aiuterà?solo gli stupidi e a battipaglia coglioni ce ne sono parecchi ma non fino a questo punto.Io sono uno di questi e ora al miglior offerente...Chi sarà il mio Berlusconi?
ma guardate che mastella non lo vogliamo neanche noi tenetevelo pure voi noi non sappiamo che farcene.Io non credo che berlusconi abbia fatto questa richiesta semmai è lui che cxome al solito vuole salire sul carro del vincitore
sono curiosa di sapere cosa fanno i mastelliani di battipaglia visto che nessuno lo segue perchè non vogliono fare i suoi paraculo perchè il suo contentino glielo ha promesso il capo:elezioni europee lui degli altri se ne fa un baffo gli servono solo per i suoi comodi