Molta carne a cuocere nel prossimo consiglio comunale di venerdi. Terrà sicuramente banco l'affare Santomauro, la cui rimozione sembra non avere paternità certa. Alle prime voci che volevano il taglio della testa del segretario comunale operato su richiesta di Forza Italia e nello specifico di Alfredo Liguori, è subito giunta la smentita del partito chiamato in causa, con la dichiarazione di Liguori secondo cui la rimozione di Santomauro "è un atto monocratico del sindaco, assolutamente nelle sue competenze".
Intanto l'ex segretario è in ferie e non potrà chiarire la faccenda. Voci di corridoio parlano di un'offerta a Santomauro della poltrona di city manager, ruolo che lo sospendeva per tre anni dalla graduatoria nazionale dei segretari comunali. Proprio questo ha impedito a Santomauro di accettare.
Ma venerdi non si parlerà solo di questo. Ci sono notizie sul fronte incompatibilità di Fernando Zara. Il candidato a Sindaco della scorsa elezione ha in pratica ritirato la richiesta di risarcimento danni contro il Comune dopo essere stato ingiustamente allontanato dal Consiglio Comunale nel 2005. Dunque sembra superata la ragione che ha fatto scattare la possibilità che il leader Udeur fosse incompatibile con la carica di consigliere comunale.
Inoltre, all'ordine del giorno del Consiglio di venerdì c'è la richiesta avanzata da Piero Lascaleia, del PPD, di abrogare l'articolo 26 bis dello statuto che consente ai consiglieri di ricoprire i doppi incarichi. La richiesta, che all'inizio raccoglieva solo le firme di Lascaleia, Anzalone e Barbato, sembra aver convinto anche Santese, Motta, Lucarelli e Liguori, portando così le firme a quota 7.
Infine, il Consiglio comunale di venerdì sarà importante anche per capire i nuovi assetti politici dopo il sommovimento avvenuto nello schieramento di Zara e soprattutto nel suo partito, con Caiazza, Pascale, Bacco e Leo pronti a sostenere il Sindaco. La faccenda sembra avere un ulteriore sviluppo anche per la presunta incandidabilità di Leo, per aver mantenuto la carica di consigliere di amministrazione di un'azienda speciale di proprietà del Comune, la Ferdinando Ferrara Pignatelli, durante la campagna elettorale.



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