Da ilMattino di oggi
GIANNI COLUCCI Sabato sera all'anniversario del terremoto dell'80 ad Auletta; ieri mattina a pranzo con la moglie a casa della suocera. E oggi ancora contatti, telefonate e agende da fissare tutto via telefonino. Il suo. Non ha ancora una sede e un numero telefonico fisso il coordinatore del Pd Michele Figliulo. E la precarietà non è un vezzo, visto che lui dice a chiare lettere: «Confermo di essere un traghettatore. Impensabile che a 61 anni sia io il nuovo segretario del Pd. Penso che i sinceri consensi tributati ad Alfredo D’Attorre siano un segnale chiaro della volontà del partito».
Avrà comunque degli impegni, i gruppi unici nei consigli comunali... «Certo un percorso che va fatto, addirittura entro la settimana prossima. Ma forse non è termine perentorio. Da qualche parte sarà facile, da qualche altra sarà più difficile». Difficile vedere un Andria capogruppo degli ex progressisti... «È un percorso che si va determinando ed è già avviato, comunque». Una personalità forte come quella di De Luca è un ostacolo? All'assemblea era in ultima fila e tutti gli altri davanti... «Lui c’è sempre negli snodi importanti. E anche per come si è arrivati al mio nome si legge in filigrana la sua capacità di dialogare. I passi indietro di D’Attorre e di Bonavitacola sono significativi. Lui ha accettato di dialogare. Nella sua storia è stato sempre uomo di dialogo, anche con gli avversari. Poi i suoi toni accesi arrivano quando non vede che ci sono comportamenti conseguenti». Un De Luca ingenuo che si fida degli avversari e si arrabbia perchè deluso? «Chi lo conosce sa che c’è una grande capacità di lavorare nell’interesse della città, per la risoluzione dei problemi. Sa anche cedere quando è necessario. Ma ciò che pensa non lo manda a dire quando non riscontra altrettanta volontà di dialogo». Concorda sul metodo di provincializzare le azioni su temi come i rifiuti e la sanità? «Innanzitutto l’esempio da questa provincia l’abbiamo dato a tutti per la capacità che abbiamo avuto di raggiungere un’intesa. Non è accaduto lo stesso a Napoli, a Caserta e ad Avellino». E sul tema rifiuti e sanità? «La strada è quella di un progetto che valorizzi il territorio. C’è un tentativo di accentrare a livello nazionale e regionale. Ma sono le province e soprattutto i comuni, dal mio punto di vista, a dover utilizzare al meglio i fondi strutturali. Sono loro a dover essere messi in condizione di programmare e decidere autonomamente». Anche sul piano politico? «Guardi che c’è bisogno di volti nuovi nel Pd e nella politica. Il valore del Pd si misurerà nella capacità di mettere in campo il nuovo. La politica si fa a cominciare dal territorio. Non nei salotti romani e napoletani. E nei comuni c’è grande capacità d’ascolto. Un grande partito della sinistra nasce in provincia».



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