Da ilMattino di oggi
RITA TRAPANESE L'ipotesi della chiusura dell'ospedale "Santa Maria della Speranza" ha creato allarme in città. Dal sindaco Barlotti ai consiglieri comunali, dal parroco Don Ezio Miceli, ai cittadini che si sono costituiti in comitato e e promettono battaglia. E mentre il primo cittadino ha partecipato ieri ad una riunione con i colleghi del distretto sanitario, il parroco nel corso dell’omelia domenicale ha tuonato contro la classe politica e chiamato alla mobilitazione i battipagliesi. «Sarebbe una grande cosa se i politici sparissero dalla sanità - le parole di Don Ezio accolte con un grande applauso dai fedeli presenti in Chiesa - Che c'è di vero in questa storia dell'ospedale destinato a chiudere? Faremo sentire la nostra voce. Dove sono i cittadini che presero posizione per salvare i cedri?».
E i battipagliesi non si sono fatti attendere. Si è costituito infatti un Comitato che, attraverso un manifesto affisso in città, chiede la partecipazione dei cittadini alle iniziative in cantiere per venire a capo della situazione. L'appuntamento è per domenica 11 alle ore 17 nella Sala dei Santi Sposi nella speranza che in quella occasione arrivino risposte certe. Ma in sostanza da che cosa nasce questo rischio-chiusura per la struttura battipagliese? Il riferimento normativo è all'interno del "Patto della Salute - Accordo Stato Regione" del settembre 2006: ogni ospedale con meno di 150 posti letto deve essere chiuso tranne nei casi in cui non ricorrono particolari contesti territoriali. Una indicazione che, pare, sarà ribadita anche nella Finanziaria in discussione al Parlamento. Un pericolo reale per il "Santa Maria della Speranza" che può assistere "solo" 142 pazienti. La soluzione però è legata all'apertura di una intera ala del presidio ristrutturata e arredata che comporterebbe la disponibilità di altri 50 posti letto. Ma le nuove stanze continuano a restare chiuse mentre buona parte degli oltre 50mila utenti che si rivolgono al Pronto Soccorso in un anno continuano ad essere trasferiti presso altre strutture della zona facendo lievitare i costi di gestione di quella di Battipaglia.
L'entrata in funzione dei nuovi posti letto servirebbe a far aumentare il numero delle prestazioni e migliorare la produttività. Oggi ogni gruppo di 10 pazienti può contare su circa 15 infermieri. Un rapporto che resterebbe congruo anche dopo la riapertura della nuova ala, secondo gli addetti ai lavori. Secondo i sindacati sarebbe invece inadeguato. «La dotazione organica è sottostimata - dichiara Pietro Antonacchio, della Cisl - Sanità. Il problema è che si sta creando un grosso clamore su un processo di ristrutturazione che è ancora "in mente Dei”. Per ora non c'è nessuna proposta ufficiale. Nel momento in cui ci sarà inizieranno le consultazioni anche con i sindacati». Il riferimento del sindacalista è alle voci di un depauperamento dell'ospedale di Battipaglia che sarebbe nelle intenzioni del direttore generale dell'Asl-2, Federico Pagano. Ecco perché gli amministratori dei comuni di Battipaglia, Olevano e Bellizzi, si sono riuniti chieedendo "coerenza" al manager e all'assessore alla Sanità, Montemarano. Nel caso, all'orizzonte ci sarebbero il potenziamento della Radiologia, l'arrivo della Risonanza Magnetica, della Neurologia e di tutto quello che è relativo ad un Polo di Emergenza.



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