Disegnato da un ragazzo di 25 anni, molisano, Nicola Storto, é tutto impostato sul tricolore italiano il nuovo simbolo del Pd, presentato in una conferenza stampa da Walter Veltroni e da Dario Franceschini. "Il simbolo è la nostra carta di identità", ha detto Veltroni. Un simbolo che "raccoglie l'identità di un partito e la sua chiave di lettura è quella di un simbolo che racconta di un partito che nasce per fare un'Italia nuova". Ma, anche, il simbolo "assume su di sè l'identità nazionale con molta forza". Infatti, “i tre colori rispondono a tre tradizioni diverse dell'Italia. Il verde è la tradizione laica e ambientalista, il bianco è il solidarismo cattolico, il rosso è il colore del lavoro e del socialismo". Il risultato è "una sintesi molto forte".
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Presentato il simbolo del Partito Democratico
Pubblicato da
Legba
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2 commenti:
In questo simbolo vedo la voglia di mettere una pietra sopra al concetto di "sinistra" nel nostro Paese. Quello che nasce è un partito nuovo, nazionale, aperto a tutti. E' un operazione verità, in quanto già da tempo i DS di sinistra avevano soltanto il nome. Il fatto che la p è verde, la d è bianca e la i è rossa non convince nessuno. E' il simbolo di un partito senza passato e senza valori, con un identità ancora tutta da costruire e una fiducia ancora tutta da guadagnare. Scoraggia il fatto che dietro ci siano sempre le stesse persone, anche se non si capisce bene dove vogliono andare. Dopo tanti anni di crisi la sinistra è morta. Meglio così.
Lucio, non ho capito, mi sembri confuso nelle idee e nell emozioni. "Un partito nuovo, nazionale, aperto a tutti" o "senza valori"? Per me son già valori quelli che hai detto.
E poi basta gridare alla morte della sinistra se non si usa la falce e il martello, e se non si usa una montagna di rosso? Nessun partito socialista europeo usa più certi simboli. La sinistra ha una storia molto più antica del comunismo! La sinistra è un'aspirazione a una giustizia e a una uguaglianza sociale, che di volta in volta deve trovare gli strumenti adeguati. Basta coi ferri vecchi fallimentari del Novecento! Troviamo pensieri e vie nuove, aprendoci anche alle altre esperienze. Perfino la Cosa Rossa, se mai smetteranno di spaccare il capello in quattro della propria identità, rinuncerà alla falce e martello. E poi, pure le Brigate Rosse si definivano di sinistra e comuniste. Perciò. Aspettiamo il nuovo partito alla prova dei fatti, senza fale l'analisi del sangue per controllare quanti globuli rossi o bianchi ha....che poi, decidere cosa é di sinistra e cosa no, mi sembra il giochino che ci ha rotto le scatole dagli anni 70 in poi e magistralmente deriso da Giorgio Gaber...