Da ilMattino di oggi
RITA TRAPANESE Sul territorio battipagliese insistono tre impianti di depurazione ma gran parte delle acque reflue finisce nel fiume Tusciano senza subire nessun processo di eliminazione di sostanze inquinanti. Un paradosso. Sono tre infatti le strutture che avrebbero dovuto assicurare il servizio e far sì che nel fiume (e quindi a mare) venissero sversate solo acque depurate. La prima, l'unica effettivamente funzionante anche se non rispondente appieno alle esigenze della comunità, è ubicata in località Tavernola, a ridosso della fascia litoranea, ed è affidato all'Asis, la società che dal 1999 gestisce il ciclo idrico integrato per conto del comune.
È stato poi realizzato con fondi europei (circa 53miliardi di lire) un altro depuratore nell'area industriale che riceve le acque reflue di alcune delle aziende localizzate nella zona ma la rete fognaria comunale non vi è collegata. Ed infine nel quartiere di Belvedere, esiste un altro impianto, costruito con stanziamenti comunali, che però non è mai entrato in funzione e nel corso degli anni è stato oggetto di furti ed atti vandalici. Tra collettori, pompe di sollevamento, allacci, pozzetti di raccolta, esiste poi sul territorio una fitta rete di strutture che però non è sufficiente ad assicurare la depurazione delle fogne cittadine. Sulla vicenda è stata chiamato in causa l'Ato -4, che in un immediato futuro dovrebbe gestire tutto il ciclo idrico di un vasto comprensorio e al quale saranno affidati anche tutti gli impianti di depurazione e le reti fognarie. L'Ato tra l'altro ha già individuato nella Siis la società che dovrà gestire il servizio per tutti i comuni di competenza. Ma l'amministrazione Barlotti ha diffidato l'ente a procedere nell'affidamento alla nuova società «fino a quando non sarà fatta chiarezza sulla situazione economica del nuovo gestore». «Non intendiamo confluire fino a che non sarà fatta chiarezza. C'è da aggiungere poi che nel Piano d'Ambito presentato nel 2002 dall'Ato si assegna a Battipaglia una percentuale del 99% relativa alla depurazione quando invece la realtà è ben diversa, è quella che ha fotografato l'Asis quando ha preso in gestione il ciclo idrico del comune e che non è mutata visto che non sono stati effettuati altri interventi - spiega Antonio Amatucci, assessore all'Ambiente (nella foto) - La situazione in sostanza è a dir poco sconcertante. Sul territorio sono già state realizzate gran parte delle infrastrutture necessarie ma non sono collegate tra loro. Il risultato è un danno ambientale continuo ed ininterrotto». Finora nessuna risposta in questa direzione è arrivata dai vertici dell'Ato così come non sarebbe stato garantito nessun futuro allacciamento al depuratore del Consorzio Asi che potrebbe smaltire le acque reflue relative a oltre 200mila abitanti. «Per ora siamo stati convocati solo per essere informati sul cambio della società di gestione - conclude Amatucci - Le strutture ci sono, ma perchè non funzionano?».



1 commenti:
Bravo Amatucci, è no schifo che in estate ci ritroviamo un mare che è una pozzanghera solo perchè i fondi comunitari sono stai usati male per dirla con un eufemismo, e poi chi ne paga le conseguenze siamo proprio noi cittadini, cioè proprio noi che paghiamo le tasse....noi i proprietari di quei fondi comunitari utilizzati male dai politici e dati tecnici campani.
Siamo stufi tutti, facciamo come ha fatto beppe grillo a Strasburgo, non ci chiedete piu le tasse se poi non sapete spendere i nostri soldi , (o addirittura li rubate), meglio costituire associazioni di cittadini che si autotassano e operano insieme al Comune di appartenenza quando c'è un problema da risolvere.