«L’ente non ha approvato tutta una serie di strumenti attuativi di fondamentale importanza per una corretta ed equilibrata gestione del territorio» sostiene Motta rimarcando che «l'attività edilizia è stata eseguita facendo ricorso a strumenti esecutivi di iniziativa privata per i quali, ancora oggi, sconta la sua incapacità ad ottenere tutto quanto previsto in termini di infrastrutture da realizzare». E così relativamente all'intervento dell'Iacp Futura di S. Lucia segnala che «si tratta di una zona vincolata. C'è da verificare la vigenza del nullaosta del Baas e della sua durata temporale» e che l'area «sarà interessata, tra non molto, dalla realizzazione di un'opera strutturale (Aversana) che impone un più organico quadro degli interventi, anche edilizi, riferiti al futuro sviluppo». Il capogruppo di An inoltre dà rilievo alla circostanza che il permesso a costruire è subordinato al fatto che siano presenti le opere di urbanizzazione primaria o una previsione da parte dell'ente di attuarle nel successivo triennio od anche l'impegno dei privati a realizzarle in concomitanza con la costruzione dei fabbricati. Un aspetto ripreso anche nel manifesto comparso in queste ore sui muri della città dove si legge:«Ritengo importante che i cittadini non corrano il rischio di comprare una casa dove non esistono né fogne, né pubblica illuminazione, né strade, né marciapiedi, né scuole, né asili». Motta si dichiara poi sfavorevole all'ipotesi di una possibile monetizzazione anche perché una delibera del consiglio comunale nel 2004 ha rimarcato già una grave carenza di servizi per la collettività. Ed infine invita il comune «alla luce degli interventi già effettuati sul territorio dall'Iacp Futura, a valutare ogni elemento di affidabilità della società sia nell'interesse dello stesso ente che dei cittadini interessati all'acquisto degli alloggi». Passando invece all'insediamento abitativo in programma nel quartiere S. Anna, Gerardo Motta chiede un controllo della volumetria ancora realizzabile nel comparto visto che sullo stesso ricade tutta una serie di cooperative edilizie che avrebbero potuto già "esaurire" la disponibilità di costruire in quella zona.
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Motta diffida Barlotti: blocca gli speculatori
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Big
«L’ente non ha approvato tutta una serie di strumenti attuativi di fondamentale importanza per una corretta ed equilibrata gestione del territorio» sostiene Motta rimarcando che «l'attività edilizia è stata eseguita facendo ricorso a strumenti esecutivi di iniziativa privata per i quali, ancora oggi, sconta la sua incapacità ad ottenere tutto quanto previsto in termini di infrastrutture da realizzare». E così relativamente all'intervento dell'Iacp Futura di S. Lucia segnala che «si tratta di una zona vincolata. C'è da verificare la vigenza del nullaosta del Baas e della sua durata temporale» e che l'area «sarà interessata, tra non molto, dalla realizzazione di un'opera strutturale (Aversana) che impone un più organico quadro degli interventi, anche edilizi, riferiti al futuro sviluppo». Il capogruppo di An inoltre dà rilievo alla circostanza che il permesso a costruire è subordinato al fatto che siano presenti le opere di urbanizzazione primaria o una previsione da parte dell'ente di attuarle nel successivo triennio od anche l'impegno dei privati a realizzarle in concomitanza con la costruzione dei fabbricati. Un aspetto ripreso anche nel manifesto comparso in queste ore sui muri della città dove si legge:«Ritengo importante che i cittadini non corrano il rischio di comprare una casa dove non esistono né fogne, né pubblica illuminazione, né strade, né marciapiedi, né scuole, né asili». Motta si dichiara poi sfavorevole all'ipotesi di una possibile monetizzazione anche perché una delibera del consiglio comunale nel 2004 ha rimarcato già una grave carenza di servizi per la collettività. Ed infine invita il comune «alla luce degli interventi già effettuati sul territorio dall'Iacp Futura, a valutare ogni elemento di affidabilità della società sia nell'interesse dello stesso ente che dei cittadini interessati all'acquisto degli alloggi». Passando invece all'insediamento abitativo in programma nel quartiere S. Anna, Gerardo Motta chiede un controllo della volumetria ancora realizzabile nel comparto visto che sullo stesso ricade tutta una serie di cooperative edilizie che avrebbero potuto già "esaurire" la disponibilità di costruire in quella zona.
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2 commenti:
Motta dice Blocca gli speculatori?E a lui chi lo Blocca?
Ci sta provando l'Assessore Pesce.....ma Motta è ben protetto. Povera Battipaglia!