Da ilMattino di oggi
RITA TRAPANESE Battipaglia. Si è presentato alla solita ora a palazzo di città ma poco prima delle nove ha protocollato le sue dimissioni. «Non ho una maggioranza», in sintesi la considerazione fatta dal sindaco Gennaro Barlotti sulla base della quale ha deciso di rimettere il mandato. Il primo cittadino ha poi lasciato il suo ufficio non prima però di fissare per il pomeriggio un appuntamento con il Prefetto di Salerno per farlo partecipe della sua scelta. Barlotti ha così concretizzato l'ipotesi di lasciare l'incarico avanzata martedì mattina al termine della riunione con la sua coalizione, parte della quale non ha visto di buon occhio il possibile ingresso dello schieramento di Fernando Zara in maggioranza. È stato poi il vicesindaco Antonio Amatucci a subentrare nella carica in attesa della nomina di un commissario prefettizio che accompagnerà il comune fino alle prossime elezioni amministrative.
La notizia delle dimissioni del sindaco si è diffusa subito negli uffici della sede municipale di piazza Moro con gli impiegati a chiedere conferma della notizia. Ed è poi trapelata all'esterno con capannelli di persone a fare le prime considerazioni sulla vicenda che potrebbe portare i battipagliesi a votare per il rinnovo della civica assemblea a meno di un anno dalle ultime consultazioni. Arriva da Sergio Valese, responsabile provinciale de «La Destra» il primo commento più strettamente politico: «Condivido la scelta del sindaco. O si allargava la giunta o era meglio tornare alle urne e lasciar decidere i cittadini. La città non aveva certo bisogno dei balletti di queste ultime settimane». Chi invece esorta Barlotti a ritornare sui suoi passi è il capogruppo di Forza Italia, Alfredo Liguori: «Se ci sono le condizioni per il ritiro delle dimissioni, le ritiri. Non si tornerà così a votare e la città non si fermerà, così come è necessario. Comunque piena solidarietà al sindaco». C'è poi la dichiarazione di Michele Gioia, consigliere dell'Udeur, che individua proprio nel gruppo di Forza Italia il responsabile di quanto accaduto. «C'è stato chi per mesi ha fatto finta di voler fare accordi con la coalizione di Zara. Faccio riferimento agli esponenti di Forza Italia che sono stati i veri registi di tutta la vicenda». Non usa mezzi termini nei confronti del sindaco invece Salvatore Anzalone, capogruppo consiliare del Partito Democratico: «Speriamo che le dimissioni di Barlotti siano definitive. Ha solo anticipato l'invito che il nostro partito gli avrebbe fatto attraverso un manifesto. Ci liberiamo finalmente dei vari Barlotti, Zara, Liguori, Motta e Fiorillo. Una vera a propria cappa che ha oppresso la città per tanti anni. C'è bisogno di un ricambio generazionale in tutti i partiti. Se poi le dimissioni del sindaco non saranno sufficienti per tornare alle urne ad aprile, il Pd inviterà tutti i consiglieri a rassegnare le proprie dimissioni contestualmente prima del 27 febbraio». Intanto, tra reazioni favorevoli e contraire a Battipaglia si rischia la completa paralisi aministrativa.



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