Da ilMattino di oggi
RENATO DI LASCIO Battipaglia. Doveva essere un consiglio comunale destinato a chiarire definitivamente la situazione politica: individuare una maggioranza stabile con conseguente ritiro delle dimissioni da parte del sindaco Barlotti o disponibilità di sedici consiglieri a dimettersi per tornare al voto il prossimo 13 e 14 aprile. Al termine dell'assemblea di ieri mattina resta invece una situazione nebulosa che lascia aperte tutte le ipotesi in campo. Non sono presenti né il primo cittadino né il vicesindaco Amatucci.
Si parte così da un documento sottoscritto da dodici consiglieri comunali (quello che arriva in aula è solo l'ultima versione di un documento molto "sofferto"). Nella nota Alfredo Liguori, Ugo Tozzi, Lorenzo D'Auria, Luigi D'Acampora, Domenico Zottoli, Ivan Corrado, Carmine Pagano, Fabio Guzzi, Pasquale Bacco, Antonio Terribile, Nalì Dante e Gerardo Motta e i responsabili cittadini di An (Vincenzo Motta) e di Forza Italia (Cosimo Forgione), «reso atto che il sindaco Barlotti non dispone di una maggioranza, propongono che la gestione della cosa pubblica possa avvenire attraverso la partecipazione di tutte le forze politiche cittadine presenti in consiglio».
Un invito fatto dunque a nome del Popolo della Libertà. Indicazione che trova riscontro anche nella volontà dell'Udc il cui rappresentante in aula, Giuseppe Sica, auspica che «la gestione della cosa pubblica possa venire attraverso la partecipazione di tutte le forze politiche». Pure il consigliere Fausto Lucarelli de "La Destra" ha plaudito all'iniziativa («finalmente sta vincendo il buonsenso»). La presidente dell'assemblea, Vera Iarossi, espressione della lista civica "Identità e Futuro" si è detta infine favorevole all'apertura a tutti i partiti. La parola è poi toccata ai rappresentanti della minoranza, o meglio di quella che finora era l'opposizione. «L'intesa istituzionale doveva essere proposta dal sindaco non dal Popolo della Libertà. Barlotti ha fallito nel compito principale di ridare dignità alla politica - attacca Salvatore Anzalone, capogruppo del Partito Democratico - Se il sindaco ritiene di non ritirare le dimissioni, ce lo dicesse oggi». Ripercorre la vicenda politica di questi ultimi mesi, Fernando Zara dell'Udeur ma in cerca di una collocazione («non appartengo a nessun partito visto il terremoto che c'è stato»). «Nove mesi fa c'erano due strade. La prima per la costituzione di un governo istituzionale di breve periodo poi le dimissioni di Barlotti e nuove elezioni per una maggioranza stabile. La seconda ad una maggioranza politica omogenea, perché non si può fare un quadro politico che va dal Pd ad An. Sarebbe stato auspicabile che ora la coalizione di Barlotti gli avesse dato mandato di incontrare i diversi gruppi consiliari e ragionare intorno al Documento sui flussi strutturali.O il sindaco invita i suoi a dimettersi e andiamo a votare», la dichiarazione di Fernando Zara che ha aggiunto di non volersi più candidare per amministrare Battipaglia.



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