Una analoga quantità dovrebbe essere stoccata nel territorio del Comune di Eboli, in località Coda di Volpe, nell'area del depuratore costruito dal Consorzio di Bonifica Sinistra Sele ma non entrato mai in funzione. L'ordinanza di requisizione è arrivata ieri al Comune di Battipaglia proprio mentre l'assessore all'Ambiente, Antonio Amatucci, stava effettuando un sopralluogo nella zona insieme a personale dell'Arpac e del commissariato per l'emergenza rifiuti. «È strana la procedura utilizzata in questa vicenda - dichiara Amatucci - Il Comune è stato informato ufficialmente di questa volontà del commissariato di Governo solo la scorsa settimana mentre il parere dell'Arpac è datata 29 febbraio. Sembrerebbe che tutto sia stato deciso alle nostre spalle». Fatto sta che l'Agenzia per l'Ambiente ha dettato alcune prescrizioni necessarie per rendere idoneo il sito. A cominciare dalla salvaguardia delle falde acquifere per finire a dispositivi per attutire i fetori ed evitare pericoli: un sistema di drenaggio e raccolta del percolato, un piano di sanificazione ambientale per l'abbattimento degli odori e un sistema antincendio. Con l'apertura di questo nuovo sito, di certo non mancheranno gli odori, vista l'esperienza degli scorsi anni relativi ai miasmi provenienti dal cdr.
Si va in sostanza ora ad aggiungere una ulteriore causa di “disagi olfattivi" che finiranno con investire Battipaglia a discapito della vivibilità cittadina, già fortemente compromessa da quando è iniziata l'attività dell'impianto di smaltimento dei rifiuti. In estate in città è diventato quasi impossibile vivere all'aperto. In alcuni quartieri i fetori sono tanto insopportabili che le persone sono costrette a dormire con porte e finestre chiuse, nonostante il caldo. «E proprio per evitare un aggravio di disagi avevo proposto al commissariato di bilanciare lo stoccaggio di ecoballe con il contemporaneo prelievo di frazione organica che è depositata nei capannoni del cdr e che rappresenta la principale fonte dei fetori provenienti dalla zona industriale - continua l'assessore all'Ambiente - Mi è stato risposto che non era possibile in quanto non ci sono luoghi idonei ad accogliere la fos». Anche la presenza delle linee di alta tensione che attraversano l'area requisita era stata rimarcata durante i colloqui a Napoli sottolineando il fatto che il materiale da stoccare sotto i fili è infiammabile. Ma, a quanto pare, la circostanza non è servita a far desistere i vertici commissariali dalla propria decisione. Così come non è stata presa in considerazione una ipotesi alternativa proposta dall'amministrazione comunale e che indicava come possibile area da utilizzare come deposito di ecoballe un terreno compreso nella zona militare di Persano. L'amministrazione comunale sta valutando infatti le possibili azioni da intraprendere per contrastare l'ordinanza.




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