Da ilMattino di oggi
FRANCO POETA Sono oltre 1300 quelli registrati presso il Ser.T. di Battipaglia, ma gli esperti del Servizio Tossicodipendenze dell'Asl di quel distretto hanno sempre affermato che, statisticamente, quei numeri, seppure altissimi, rappresentano solo il 20% del fenomeno tossicodipendenze su un territorio. Potrebbero essere quindi oltre 6000 i giovani alle prese con problemi di dipendenza (da qualche anno il discorso si è ampliato anche all'alcolismo) a Battipaglia.
«Un fenomeno di cui si torna a parlare solo quando muore qualcuno - accusano dal mondo del volontariato - o quando ci sono fenomeni di delinquenza legati alla dipendenza. Poi, la coltre del silenzio» Proprio i recenti blitz delle forze dell'ordine in città, che hanno portato all'arresto di numerose persone con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, hanno così riportato in primo piano il problema della droga nella Piana del Sele. Un problema che sta divenendo sempre più difficile da affrontare anche per la diversificazione del tipo di consumo. Oggi si parla soprattutto di "polidipendenze". Giovani che utilizzano tipi di droghe diverse: dalle "pasticche", agli psicofarmaci, passando per eroina e cocaina, magari mischiando tutto con l'alcool. E proprio questa diversificazione del fenomeno ha portato gruppi formati da tossicodipendenti storici a scavarsi una nicchia di mercato propria per trattare esclusivamente il "vecchio amore": quella mortale eroina che ancora oggi la fa da padrona. Dai dati del Sert di Battipaglia si nota chiaramente infatti come la sostanza di abuso primaria rimane l'eroina con i suoi 549 utenti, ma sono arrivati a 327 quelli che dichiarano che la loro sostanza "preferita" sia divenuta la cocaina, seguite dalle cosiddette "nuove droghe" e dall'alcool. Tutti dati in continua evoluzione se solo si pensa che nel 1991 i cocainomani registrati al Sert di Battipaglia rappresentavano meno del 2%.
Un altro dato significativo che viene fuori dal Sert è quello che riguarda l'età dei soggetti che passano dal servizio: crescono sempre di più le due età limite. Da una parte gli ultratrentacinquenni. I cosiddetti "tossicodipendenti storici". Dall'altra i giovanissimi, quelli sotto i 21 anni, con punte anche intorno ai 15 anni. Ragazzini che iniziano con le cosiddette droghe leggere o con l'alcool per poi diventare anch'essi schiavi. Anche la provenienza sociale e la mappa geografica di provenienza stanno cambiando. Il fenomeno diventa sempre più trasversale, sia socialmente che "geograficamente", pur restando punte preoccupanti nei quartieri di Sant'Anna, Viale della Libertà e Taverna. Ma dal Sert ripetono che queste sono solo punte di un iceberg ben più grande e soprattutto complesso. Di quei 1300 utenti registrati, ragazzi ed adulti spesso all'ultima spiaggia, quasi l'80% sono soggetti che sono "ricaduti" più volte dopo i tanti tentativi di recupero. L'altro 20% sono "nuovi utenti": oltre 10 nuovi giovani che arrivano ai servizi dell'Asl ogni mese, o inviati dalle autorità giudiziarie o pressati dalla famiglia o dagli amici.



0 commenti: