Da ilMattino di oggi
FRANCO POETA - Duecento nuclei familiari ufficialmente sotto la soglia di povertà e un sommerso, di fatto, difficilmente calcolabile, diviso tra persone che "ufficialmente non esistono" e "nuovi poveri" che non si sognerebbero mai di rivolgersi al comune per ufficializzare il loro stato di indigenza. La ricca Battipaglia, forte di circa 20 sportelli bancari e di una opulenza spesso ostentata con auto di lusso e barche a mare, scopre che nelle sue viscere, nascosti agli occhi dei più, esistono anche tanti poveri. Lo dicono dai servizi sociali del Comune, dove quotidianamente ci si confronta con il problema.
Lo dice il volontariato, soprattutto quello parrocchiale, dove operano le associazioni che si occupano dei poveri, da tempo attive per fornire un pasto caldo e abiti usati per i casi più gravi. Dagli uffici comunali si parla di 136 "redditi di cittadinanza" (350 euro mensili) distribuiti, e di una sessantina di famiglie a cui fino allo scorso anno sono stati dati contributi nei momenti più difficili e che da quest'anno inizieranno ad avere un servizio di ticket per comprare direttamente beni di prima necessità. A tutto ciò si devono aggiungere i contributi consegnati alle "mense dei poveri" portate avanti dal volontariato. Molte di queste iniziative passano attraverso il Piano di Zona S5 a cui Battipaglia appartiene. Ma il problema resta serio, perchè a fronte dei dati ufficiali, ci sono due forme di "nuove povertà" che avanzano. Prima un piccolo esercito di persone invisibili che per varie ragioni, spesso di ordine giudiziario, non si ritengono o non sono in condizione realmente, di poter accedere agli aiuti pubblici. È il caso degli extracomunitari senza permesso di soggiorno o di microcriminalità che ha ancora conti in sospeso con la giustizia. Persone che non possono presentarsi presso uffici pubblici per chiedere un aiuto. È il caso dei sempre più numerosi clochard, spesso anziani, che vivono in improvvisate baracche ai margini della città, nascosti agli occhi della gente. Ma è anche il caso di giovanissimi nuclei familiari, spesso con più figli, che vivono in case fatiscenti ed umide, ma in cui uno o entrambi i coniugi non hanno nessuna intenzione, per vecchi conti con la giustizia, di farsi vedere. È in queste frange che cova il disagio più estremo, quello che spesso porta alla devianza. La necessità di dar da mangiare ai propri figli, unita alla frustrazione per i propri errori o per l'impotenza nel risolvere antichi problemi, porta sempre più spesso alla criminalità o ad episodi di violenza familiare. E poi ci sono i veri "nuovi poveri". Tutte quelle persone che negli ultimi anni sono passati da una condizione dignitosa alla povertà a causa di tracolli economici, familiari, lavorativi, e che non si sognano nemmeno, per una sorta di pudore, di andare a dichiarare di essere in uno stato di estrema indigenza. Nella ricca Battipaglia dei vari boom economici e della "immigrazione galoppante", ci sono famiglie che vivono da mesi ormai senza gas ed energia elettrica, perchè morosi, ma che non rientrano in nessuna delle liste di aiuto. Qui, ad essere sotto accusa è soprattutto un precariato lavorativo sempre più presente, unito ad un disinteresse ed una disattenzione sempre più feroce, che porta ad un distacco totale da chi è in difficoltà.



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