Da ilMattino di oggi
RITA TRAPANESE Battipaglia. «Necessità di fare chiarezza sia da un punto di vista politico che amministrativo». Il presidente cittadino di Alleanza Nazionale, Vincenzo Motta, scende in campo alle otto della sera e convoca una conferenza stampa. Lo affianca il direttivo di An. «Il Pdl non c’entra niente con l'amministrazione di Gennaro Barlotti. Lo stesso sindaco ormai non appartiene più al nostro partito. E come potrebbe dal momento che sta cercando di comporre una maggioranza con il gruppo del Pd? Siamo arrivati alla farsa - attacca Motta - Noi del Pdl non lo riconosciamo più come nostro referente».
Il presidente cittadino di An precisa poi che questo è un indirizzo condiviso da tutto il direttivo «anche perché guerre personali non ne facciamo». Quanto alla azione amministrativa di Barlotti, il capogruppo di An, Gerardo Motta, preannuncia tutta una serie di iniziative per smascherare gli "speculatori". «In aula faremo chiarezza su chi vuole fare affari utilizzando sempre lo stesso sistema: diniego del comune-ricorso al Tar-nomina commissario ad acta», le parole di Gerardo Motta che aggiunge: «Barlotti non è degno di ricoprire la carica di sindaco perché è un incapace». La replica del sindaco Barlotti è già nella linea che si è costruita nelle ultime settimane: no alle imposizioni di Motta, Liguori e Zara, no alle direttive di Cirielli e Gambino e apertura di uno spazio di trattativa con il Pd. Alcuni rappresentanti del Pdl infatti starebbero contattando esponenti di peso del Pd per convincerli dell'inopportunità di accettare l'invito del sindaco Barlotti ad entrare nella maggioranza. Così come sono numerosi gli incontri che il primo cittadino sta tenendo in queste ore con i consiglieri comunali che lo sostengono e con i loro referenti politici.
L'obiettivo del sindaco è di far "quadrare il cerchio" e arrivare a comporre una nuova maggioranza dopo aver ritenuto "inaccettabile ed inqualificabile" la proposta fattagli dai vertici provinciali. Nel frattempo, all'interno del Pd il dibattito si fa sempre più animato con le posizioni che restano lontane (il gruppo consiliare deve continuare a svolgere il ruolo di opposizione oppure aderire alla maggioranza). Unico punto in comune tra i falchi e le colombe è la condizione posta all'apertura del dialogo con il primo cittadino: la dichiarazione di indipendenza di Barlotti. Vito Santese, membro dell’assemblea regionale del Pd, rincara la dose: «Barlotti e la sua maggioranza dichiarino il proprio fallimento e poi si inizia a discutere». C'è però anche chi ritiene che «le condizioni attuali non consentono di ipotizzare nessun governo utile per la città». In quest'ultima anima del partito si riconosce Marcello De Domenico, membro del coordinamento di collegio del Pd.



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